UN INCONTRO SPECIALE

visione del film “Io Capitano”

Nell’ambito del progetto “CINE-TEATRO, uno sguardo alle problematiche sociali e storiche” rivolto alle classi quinte del nostro Istituto, questa mattina abbiamo avuto modo di assistere alla visione del film “Io Capitano”, un’opera ispirata a molte storie vere di migranti africani, che ci ha colpiti profondamente.
Il film di Matteo Garrone, che narra in maniera cruda le vicende dei due giovani protagonisti Moussa e Seydou, ha catturato subito la nostra attenzione e diremmo
ci è rimasto addosso, come la sabbia cocente che i due ragazzi hanno attraversato in cerca di salvezza.
Non sono state solo le immagini drammatiche a catturarci, ma le emozioni, il silenzio, gli sguardi e le parole non dette che hanno reso la visione a tratti angosciante: abbiamo aperto lo sguardo su una realtà che molte donne, uomini ragazzi, bambini affrontano nella speranza di un futuro migliore e in questa odissea alcuni di loro incontrano la morte, altri sopravvivono per miracolo.
Le torture che queste persone subiscono, non sono solo quelle fisiche, ma anche quelle psicologiche dovute all’indifferenza di chi potrebbe aiutare e non vuole, di chi specula sulla loro disperazione.
Al termine della visione e, per completare lo sguardo sulla tematica, abbiamo avuto l’opportunità, grazie alla prof.ssa Rosa Liso, di incontrare Alhassane, un ragazzo proveniente dal Niger, che ha condiviso con noi la sua esperienza.
Toccante è stata la sua testimonianza, Alhassane, che vive ormai da dieci in Italia, che ha avuto la fortuna di essere accolto in una famiglia di Giovinazzo e che ora lavora come volontario in una associazione che aiuta i migranti, ha raccontato la sua storia partendo dal presente, ci ha spiegato quanto sia difficile emotivamente per lui ripensare al suo viaggio, al suo passato. Ci ha parlato della sua famiglia, di quanto gli manchi la figura materna, di suo padre e di suo fratello. Il suo racconto è stato un’altra occasione di riflessione per noi perché il giovane ha evidenziato quanto, nonostante tutto, la diffidenza verso ciò che è diverso, verso ciò che non si conosce sia ostacolo per un vero percorso di integrazione. Con questa diffidenza Alhassane ci convive.
La nostra mattinata si è conclusa con l’augurio ad Alhassane a continuare nel suo percorso di integrazione sostenendo l’associazione di accoglienza di cui fa parte e che ogni giorno offre supporto a persone bisognose, ciascuna con una storia importante da raccontare.
13 Gennaio 2026
Elena Sgarra e Marino Maino
5D enogastronomia

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