Nelle scorse settimane, un gruppo di studenti delle classi terze e quarte del nostro Istituto ha preso parte a un intenso e significativo percorso formativo nell’ambito dei Progetti POC: “Guardare il disagio per costruire le scelte”. Un viaggio articolato in dieci tappe, finalizzato a esplorare i vissuti emotivi degli adolescenti, contrastare i fenomeni di bullismo e cyberbullismo e far scoprire ai ragazzi la fitta rete di supporto che il territorio di Molfetta offre. il progetto ha trasformato la scuola in un laboratorio di legalità e di crescita personale, alternando riflessioni in aula a preziose uscite didattiche presso i servizi territoriali.
Il percorso si è aperto all’interno dell’I.P.E.O.A. con attività di forte impatto emotivo per comprendere il Disagio e spezzare il Silenzio:
L’Iceberg delle Apparenze e Il Gomitolo della Fiducia: dinamiche utili a comprendere come i comportamenti visibili siano spesso solo la punta di emozioni e bisogni più profondi.
Dalla Vittima al Testimone Attivo: una riflessione focalizzata sulla Leadership Positiva. Gli studenti hanno compreso che l’alternativa al bullismo non è la passività, ma il coraggio di intervenire, rompendo il muro del silenzio che alimenta la prevaricazione.
Il cuore del PON si è sviluppato attraverso il dialogo diretto con i servizi territoriali, permettendo ai ragazzi di toccare con mano le realtà che operano quotidianamente nel sociale:
Il Volontariato e la Legalità (SERMOLFETTA): un’immersione nel valore civile del dono e nel riutilizzo sociale dei beni confiscati alla mafia.
Consapevolezza e Rispetto (C.A.V. Associazione Pandora): una visita guidata per analizzare le dinamiche della violenza di genere e i percorsi di autodeterminazione.
Lo Sport come Riscatto: l’emozionante incontro con il campione mondiale di pugilato Claudio Squeo, che ha testimoniato come la disciplina atletica possa trasformarsi in resilienza e gestione del disagio.
Salute e Benessere: i focus incentrati sulla Dipendenza dal Cibo (presso la sede del Punto di ascolto dei disturbi alimentari) e sulle relazioni affettive (presso la sede del Consultorio Familiare), pensati per avvicinare gli studenti a spazi sicuri in cui chiedere aiuto.
Tra i momenti più toccanti del progetto figura l’esperienza immersiva presso l’Istituto Penale per i Minorenni “Fornelli”di Bari , dove il dialogo con i giovani detenuti ha offerto una profonda riflessione sul confine tra errore e responsabilità, sul valore delle proprie scelte e sul concetto di riscatto.
Il traguardo: “La Restituzione” Il percorso si è concluso con un laboratorio pratico in cui gli studenti hanno elaborato una Carta dei Servizi, una vera e propria mappatura delle risorse territoriali, per abbattere l’isolamento e promuovere una cultura della solidarietà.













Michele Salvemini